Archivio per maggio, 2008

Cambiare…

Pubblicato: 30 maggio 2008 in poesie

Cambiare…

E Arriva il momento, arriva per tutti,

quello di cambiare, per cominciare a dare frutti,

di crescere per uniformarsi,

per non rimanere indietro,

perché è arrivato il momento di crescere…

anche se non capisco dove sta scritto,

anche perché in quel momento,

è come se fossi analfabeta,

come se non capissi che è giusto farlo,

che è giusto cambiare,

anche se questo significasse morire,

e uccidere il bambino dentro di me,

ma è un omicidio che sono costretto a fare…

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Momenti…

Pubblicato: 30 maggio 2008 in poesie

Momenti…

Ci sono molti momenti nella nostra vita,

ogni secondo passato ad aspettare,

il momento giusto per cambiare,

magari prima che sia finita,

vedere quel momento,

capire che è quello giusto,

affrontare tutto senza sgomento,

riuscire a vincere anche da esausto,

perché è in quel momento che dobbiamo capire,

quale è la cosa giusta da fare,

capire che è arrivata la svolta,

che forse è questa la volta,

in cui il momento bisogna cogliere l’attimo,

magari lasciandosi alle spalle tutto, fino all’ultimo,

all’ultimo momento, utile per cambiare….


Insegnante usa alfabeto “sessuale”

Usa:dopo le proteste, maestra si scusa

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Quando hanno visto la dispensa inviata da una scuola elementare dello stato di New York, i genitori degli scolari dell’istituto non credevano ai loro occhi. Le immagini sulla copertina non lasciavano dubbi: uomini e donne impegnati in atti sessuali. Dopo le prime proteste, l’insegnante responsabile dell’imbarazzante episodio si è immediatamente scusata dicendo che si trattava di un errore tipografico involontario.

La bizarra vicenda è accaduta a Pine Tree, nello Stato di New York. La dispensa inviata dalla scuola era riservata ai genitori e non agli studenti dell’istituto elementare, che, comunque, non hanno trovato di loro gusto la copertina. Guardandola pensavano si trattasse di un corso di educazione sessuale, tanto erano esplicite le immagini che la illustravano e non di un corso di ortografia come in realtà hanno scoperto dopo, sfogliando la dispensa.

Immediate le telefonate di protesta. Così il direttore della scuola ha prima individuato l’insegnante responsabile dell’incidente e l’ha poi costretta a scusarsi direttamente con i genitori degli alunni a cui ha inviato la dispensa a “luci rosse”. La professoressa ha quindi svelato che a dare origine dell’imbarazzante vicenda è stato un errore tipografico. L’insegnante si è giustificata dicendo che nel salvataggio del documento  per errore il carattere “istituzionale” da lei utilizzato si è trasformato in quello “pornografico”. Chissà se adesso, visti i precedenti, penseranno di affidare davvero all’imbranata insegnante un corso di educazione sessuale.


Vede porno e non lavora: riassunto

Spagna: il tribunale lo fa riassumere

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Arrivava in ritardo in ufficio e vedeva filmati porno su Internet durante l’orario di lavoro, ma il Tribunale Supremo spagnolo ha dichiarato ingiusto il suo licenziamento, secondo quanto informa il quotidiano El Pais. L’uomo era stato allontanato nel 2004 dall’azienda informatica nella quale lavorava e che ora sarà costretta a riassumerlo o indenizzarlo con 4.200 euro più 43 euro per ogni giorno di salario perso in questi anni.

L’impiegato era stato cacciato per i suoi continui ritardi, ma soprattutto perché la compagnia aveva verificato che l’uomo utilizzava la connessione Internet per vedere pellicole a luci rosse “in diverse occasioni e per più ore”, trascurando così il suo lavoro. Comportamenti, questi, che l’azienda aveva considerato molto gravi e giusto motivo di licenziamento.

Di opinione contraria, però, i giudici del Tribunale Supremo, che non solo hanno considerato lecito l’atteggiamento dell’impiegato poiché la compagnia non proibiva “espressamente” l’uso di Internet a fini privati, ma hanno ritenuto l’azienda colpevole di aver violato la privacy del lavoratore installando un sistema di controllo nel suo computer e contravvenendo all’articolo 18 della Costituzione spagnola, che regola il diritto all’onore e garantisce il segreto delle comunicazioni.

Inv

Questa è sfiga però….

Pubblicato: 30 maggio 2008 in notizie comiche

In rapina perde cellulare:arrestato

Chiama per trovarlo, rispondono i Cc

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Un uomo che aveva compiuto una rapina ai danni di un’anziana a Buccinasco, in provincia di Milano, è stato arrestato grazie al suo cellulare. Avendo perso il telefono durante la rapina ha chiamato il proprio numero per rintracciare l’apparecchio ma a rispondere sono stati i carabinieri che gli hanno teso una trappola e lo hanno catturato. L’uomo era stato scarcerato da poco grazie all’indulto.

Due rapine nel giro di poche ore: la prima minacciando con un coltello una anziana passante alla quale borsa ruba la borsa (con bottino di 15 Euro) e la seconda a un’altra donna ma con un risultato assai scarso (5 euro). Ma è proprio durante il secondo colpo che Massimo Russo, 35 anni, si accorge che non ha più il cellulare. Senza pensare che può averlo perso durante la prima rapina compone il suo numero sperando qualcuno risponda e così è infatti. Ma purtroppo per lui sono i carabinieri.

Il “rapinatore pasticcione” ha trovato il modo di peggiorare ulteriormente la sua posizione. Infatti ha cercato di sottrarsi alla cattura scagliandosi contro i militari, ma gli è andata male, e in più, all’appuntamento con gli investigatori è andato con un ciclomotore rubato. Dovrà rispondere pure di ricettazione.


Sgrida rapinatore che salta la fila

Firenze, non si era accorto del colpo

Quanto volte capita di dover sopportare, in code estenuanti, il solito maleducato che non rispetta il proprio turno. A Signa, nel Fiorentino, un cliente non ci ha più visto e ha rimproverato l’avventore: “Faccia la fila come tutti noi”. Non si è accorto che stava parlando con un ladro e che nella filiale della Cassa di risparmio di Firenze era in corso una rapina. Il colpo ha fruttato 22mila euro.

Il ladro non si è lasciato intimidire dalla spavalderia del cliente, ma lo ha preso per un braccio e lo ha portato in un altro locale dell’istituto di credito. Tolto di mezzo il seccatore, ha ripulito la cassaforte insieme con un complice. I due uomini erano armati di trincetto e avevano il volto parzialmente coperto da un cappellino. Sono fuggiti a piedi, facendo perdere le loro tracce. I carabinieri della compagnia di Signa stanno cercando di individuare la strada che hanno usato per la fuga.


“Niente aiuti, mangiate le rane”

Myanmar, giunta abbandona i profughi

Non solo i danni e la devastazione del ciclone Nargis: ora le popolazioni del Myanmar devono subire anche le infamanti provocazioni della giunta militare ex birmana. I militari hanno detto di non aver bisogno degli aiuti internazionali perché chi è scampato può fare a meno delle “barrette di cioccolato” e nutrirsi di rane e pesce. “I soccorritori internazionali non devono approfittarne per ficcare il naso nelle case”.

L’organo ufficiale della giunta, il quotidiano ‘Nuova luce di Myanmar’, ha avvertito la popolazione a stare attenta che i soccorritori internazionali “non ficchino il naso nelle case” e hanno criticato i Paesi donatori che hanno vincolato la concessione di aiuti in denaro al pieno accesso alle aree più colpite del Delta. Retorica inutile e propaganda di regime.

L’attacco agli aiuti internazionali è venuto in contemporanea con l’estensione degli arresti domiciliari per la leader del’opposizione, Aung San Suu Kyi, e con il varo della nuova costituzione attraverso il referendum burla che, di fatto, finirà per rendere più forte la presa dela dittatura sulle istituzioni. Nonostante il disprezzo mostrato dai media ufficiali, leagenzie umanitarie sono riuscite in alcuni casi a ottenere i visiti e a garantirsi l’accesso al Delta dove si calcola che le vittime di Nargis siano almeno 133mila.

L’Asean stima che i sopravvissuti – ora disperatamente bisognosi di cibo, acqua e medicine – siano quasi due milioni e mezzo