Archivio per dicembre, 2008

La quinta stagione…

Pubblicato: 29 dicembre 2008 in poesie

La quinta stagione…

Ogni tanto mi viene voglia,

di prendere la chitarra e di ricordare,

anche se non ne vale la pena,

non serve neanche accordare la chitarra,

le note fanno male lo stesso,

anzi forse così si confondono,

sembrano nuove,

creando nuove cose,

nuove stagioni,

nuove sensazioni,

altri sensi,

che non capiamo bene,

ma che ci guidano,

verso strade,

di cui non eravamo a conoscenza,

perché erano troppo vicine,

erano dentro,

dentro di noi,

e non le vedevamo,

le note,

anche stonate,

le mettono qui,

davanti a noi,

e non serve nemmeno un gps,

al massimo un calendario,

perché queste strade,

esistono solo nella quinta stagione….

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Sette giorni…

Pubblicato: 28 dicembre 2008 in poesie

Sette giorni…

Un passo alla volta,

dopo quaranta chilometri e qualche spiccio,

in testa,

già con le braccia alzate,

e arriva l’ex secondo,

come il vento,

che ti supera come un centometrista,

quattro ore di sofferenza,

mandate a puttane in un secondo,

in quel fottutissimo secondo,

costruire è una cosa lunga,

Dio ci mise sette giorni,

noi in sette giorni,

non riusciamo neanche ad avere un’idea,

di quello che vogliamo costruire,

ma in un secondo,

possiamo distruggere tutto,

con facilità,

senza rimpianti,

come implode una casa in un secondo,

rimanendo solo polvere,

inutile,

se non per tossire,

per fare male,

per confondere,

che differenza c’è tra una casa che crolla,

e un amore che muore?

Che cade?

Forse la casa fa meno rumore,

la polvere può irritare gli occhi un po’ di più,

ma le lacrime,

sappiamo tutti,

cosa ne farà versare di più,

e arriveremo al settimo giorno,

chiedendoci,

se tutto questo costruire in anni,

spazzato via in un secondo,

con mille ripensamenti e progetti,

abbia avuto veramente un senso…

Cera…

Pubblicato: 23 dicembre 2008 in poesie

Cera…

Cade nell’acqua,

formando delle perle perfette,

trasformandosi,

scegliendo cosa essere,

se goccia o perla,

o perla o goccia,

pagliaccio,

o triste,

anima della festa,

o in pena,

occhi sorridenti,

o bagnati,

non dalla pioggia,

bisogna scegliere,

se essere legati,

ma al sicuro,

o “incertamente” sciolti,

se con la nostra faccia,

o maschere di cera,

capendo se davanti a un fuoco,

possiamo scegliere,

o ci dobbiamo sciogliere…

Stormi…

Pubblicato: 22 dicembre 2008 in poesie

Stormi…

Una folata di vento,

una direzione da seguire,

tutti insieme come un corpo solo,

che si muove,

come un’onda,

come una strorm…

Forse gli anglosassoni ne sono rimasti affascinati,

e lo stormo si è fatto tempesta,

per difendersi,

per confondere,

per essere ancora più liberi,

per non essere solo prede,

perché l’unione fa la forza,

e un apparente caos è il vero ordine…

uccidi virgola

Pubblicato: 22 dicembre 2008 in dediche, notizie comiche

http://www.tuttoscemo.com/cagate/uccidi-virgola/917.html

Difficile…

Pubblicato: 19 dicembre 2008 in poesie

Difficile…

Ho provato,

vi assicuro che ho provato,

mi sono nascosto,

ma non sono riuscito,

a evitare il vento,

troppo tessuto addosso,

troppa resistenza all’aria,

troppe volte a imitare le foglie secche,

trasportati senza ragione,

senza sapere per dove,

semplicemente via,

rotolando,

non capendo,

sbattendo,

posandosi su un luogo lontano,

sconosciuto,

nemico,

in cui bisognerà posare le radici,

anche se siamo solo foglie secche…

Storie…tristi

Pubblicato: 18 dicembre 2008 in poesie

Storie…tristi

È curioso,

le storie più tristi,

le canzoni più sofferte,

sono quelle più belle,

quelle che non si possono lasciare solo,

come sottofondo,

ma quelle che vanno ascoltate con attenzione,

ogni singola volta,

ed anche se si è al settimo cielo,

parte quasi una lacrima,

che si vuole far partire,

forse come meccanismo di difesa,

dato che prima o poi si tornerà lì,

nella tristezza,

nel buio,

quella sensazione familiare tornerà,

ancora,

ci mancava un po’,

senza quella sensazione,

che è come una patologia,

è come se fossimo soli,

inutili,

come se non fossimo protagonisti,

fuori dal centro dell’attenzione,

dal giro che conta,

l’uomo odia la tristezza,

ma ne sente la mancanza,

per questo viene affascinato,

dalle lacrime di altre persone…