Archivio per maggio, 2009

Epiloghi….

Pubblicato: 29 maggio 2009 in poesie

Epiloghi….

Non basta,
non in quest’epoca,
non in questo vento,
che ha troppa libertà,
ma il mondo è troppo dispersivo,
e non sa dove andare,
il prezzo di non avere capi,
e che si deve decidere tutto da soli,
magari sbagliando,
sicuramente sbagliando,
liberi di sbagliare,
fino alla fine,
fino all’epilogo,
agli epiloghi,
di ogni storia,
vera,
inventata,
c’è differenza?
entrambi fanno vivere emozioni,
le stesse,
magari con epiloghi diversi,
viste con occhi diversi,
ma con un’ emozione in comune…

Similitudini…

Pubblicato: 28 maggio 2009 in poesie

Similitudini…

Con quale occhi guardi il mare?
Quelli di un antico marinaio?
O di un uomo moderno?
Forse la seconda,
ma il cielo?
Cosa c’è oltre quel blu?
L’infinito dello spazio,
lo so che non ho risposto alla tua domanda,
ma una volta che lo farò,
che lo farà chi di dovere,
quali atri sogni ti rimarranno?
Una volta che avrai esplorato tutto,
quel vecchio marinaio,
come farà?
Adesso che ha scoperto che l’idra è solo un calamaro gigante,
Che l’olandese voltante era una barca alla deriva,
e che le sirene erano delle foche?
Forse come ti sentiresti tu sapendo che non ci sono alieni,
astronavi,
o altri mondi,
forse hai molto più in comune con quel marinaio,
di quello che credi…

Vicino…

Pubblicato: 27 maggio 2009 in poesie

Vicino…

Un muretto vicino,
anche troppo,
il tachimetro che segna una velocità,
alta,
oltre,
i limiti,
sbagliata,
ma consapevolmente,
per arrivare vicino a te,
ma vale la pena arrivare un minuto prima,
per tutto questo rischio?
Si,
perché non posso stare lontano,
non per troppo tempo,
e anche quel minuto,
quell’unico minuto in più,
mi rende migliore,
perché solo se mi sei vicino,
io sono veramente me stesso….

Conseguenze…

Pubblicato: 26 maggio 2009 in poesie

Conseguenze…

Il sasso gettato,

in quello stagno,

ti fa assistere a delle onde,

concentriche,

che si allargano,

arrivando a riva,

accarezzandola,

chissà dove arriverebbero,

se non fossero rinchiuse in questo piccolo stagno,

forse fino a te,

non so se le conseguenze del moto perpetuo,

ti toccherebbero,

dandoti questo messaggio,

non so,

che conseguenze porterebbe,

forse quella di non vederti mai più,

o veder tornare l’onda sotto forma di tsunami,

con dentro la forza del sentimento che provi per me,

uno tsunami che non distrugge,

ma crea,

diffondendo vita,

e portando solo belle conseguenze…

Inganni…

Pubblicato: 25 maggio 2009 in poesie

Inganni…

Confusione,
troppe luci,
i fari delle macchine che vengono nell’altro verso,
filtrate dallo spartitraffico,
sembrano quelle di macchine dietro di me,
e non so se cambiare corsia,
o se farmi ingannare un altro po’,
ora capisco le allodole,
confuse,
capendo di essere state ingannate,
solo una volta che sono in trappola,
l’unica cosa chiara è la confusione,
per essere poi addestrate,
per richiamare i propri simili,
e per far parte di altri inganni…

All’altezza…

Pubblicato: 23 maggio 2009 in poesie

All’altezza…

Tante,
troppe volte,
non mi sono visto come volevo,
troppo spesso il confronto era impietoso,
un perdente…
tutte le volte a sognare di non essere me,
troppo umile,
buono,
chi lo sa…
magari è solo come mi vedo io,
magari sono un bastardo,
e compio buone azioni per coprire le malefatte,
non sentendomi comunque all’altezza,
di tutto quello che ho intorno,
della vita,
troppo stupido,
disinteressato,
stanco,
chi può dirlo…
la fiducia non riesco a darmela nemmeno io,
perché dovrebbero farli gli altri?
Non lo so,
ma a volte succede,
spesso fanno male,
ma non sempre,
e io vivo solo per quelle volte,
per quelle in cui riesco,
magari solo a regalare un sorriso,
o conoscenza,
una piccola parte di me,
per chi mi ha donato il regalo più grande,
anche se non lo meritavo…

Scivolate…

Pubblicato: 23 maggio 2009 in poesie

Scivolate…

Ok corri,
fallo veloce,
a perdifiato,
ma quando ti fermi,
non pensare,
non scivolare nel ricordo,
non stringere gli occhi,
o scivoleranno via lacrime,
fuggendo,
lontano,
solo perché quella volta sei scivolato,
solo quella volta,
e adesso?
Adesso tu sei “quella volta”,
l’unica macchia che ti ha fatto scivolare,
cadere,
perdere,
adesso poggia le mani per terra,
alzati,
e corri verso quel libro,
ma non per voltare pagina,
ma per strapparla via…