Archivio per giugno, 2009

La stessa foto…

Pubblicato: 29 giugno 2009 in poesie

La stessa foto…

Esco di fretta,
fortunatamente è estate,
e il bagaglio è più leggero,
anzi forse la maglietta è anche troppo,
arrivo al mio appuntamento,
saluto,
e vedo un particolare,
una foto,
e se non fosse qui dove dovevo andare?
E la persona che dovevo vedere mi sta ancora aspettando?
È assurdo lo so,
ma magari la realtà a volte si sovrappone con falsi,
con altre dimensioni,
che differiscono solo da piccoli particolari,
quella foto,
semplicemente non può esistere,
è solo un illusione,
un indicatore,
che mi fa capire che la realtà,
molto spesso,
è incastrata dentro a una foto…

Nascondino…

Pubblicato: 29 giugno 2009 in poesie

Nascondino…

Eravamo piccoli,
e alla fine del conteggio svanivamo,
ma sapevamo che dovevamo farci trovare,
prima o poi,
altrimenti non avrebbe avuto senso,
il gioco sarebbe stato un inganno,
una volta un mio amico andò a casa senza dirci nulla,
rompendo le regole,
spezzando ogni schema,
come quando non mi parli più,
e il silenzio è rotto solo dalla radio,
e non capisco,
capisco solo di regole infrante,
di parole non dette,
di attimi da cancellare,
e anche se era una serata calda,
avevo il gelo dentro,
senza capire perché stavi giocando a nascondino,
ma alla fine l’ho capito,
lo facevi solo per farti trovare…

Il confine…

Pubblicato: 27 giugno 2009 in poesie

Il confine…

Ancora qui,
come ogni giorno,
da anni ormai,
al confine tra luce e buio,
salutare il sole,
ed abbracciare la luna,
con un po’ di paura inconscia,
paura del buio,
di non riabbracciare la luce,
ma dentro di noi c’è ne sempre un po’,
ognuno per un motivo diverso,
con il cielo limpido,
terso,
per cancellare questo buio,
per non attraversare mai questo confine,
fatto di luce e sogni,
e le persone ai lati di questo confine,
non hanno il coraggio di attraversarlo,
ma hanno una voglia immensa di farlo,
ragione,
contro sregolatezza,
sicurezza,
contro dubbio,
il confine è molto labile,
ma è difficile attraversarlo,
troppe parole dette da altri ci bloccano,
non ce lo fanno attraversare,
dato che non sappiamo come la pensano,
allora prendi due spade,
una fatta di luce,
l’altra di sogni,
vai sul confine,
e squarcia le due realtà,
facendo in modo che scompaia,
e che luce e buio si fondino…


Sri Lanka: arrestato astrologo
Dopo previsione in tv: presidente cadra’ a settembre
(ANSA) – NEW DELHI, 27 GIU – Il governo dello Sri Lanka ha fatto arrestare un astrologo che ha predetto per il prossimo settembre la caduta del presidente Rajapaksa. Chandrasiri Bandara e’ uno dei piu’ popolari e seguiti astrologi dell’isola ex Ceylon. In tv ha preannunciato che il prossimo 9 settembre, il presidente Mahinda Rajapaksa cadra’ e sara’ sostituito dall’attuale primo ministro. Finita la trasmissione Bandara e’ stato arrestato e da tre giorni e’ sotto custodia della polizia.

Semi…

Pubblicato: 25 giugno 2009 in poesie

Semi…

Uno alla volta,

un giorno alla volta,

per imparare,

a diventare,

grandi agricoltori,

e crescere insieme,

attraversando strade e confini,

come se ogni giorno fosse un nuovo seme,

da accudire,

e far diventare anni,

passati insieme a curare quelle piantine,

a curare quei giorni,

quei mesi,

quegli anni,

combattendo,

arando,

facendo canali di scolo,

piazzando spaventa passeri,

diventando giardinieri,

per poter salire in alto,

all’albero più alto del mondo…

Gradi…

Pubblicato: 25 giugno 2009 in poesie

Gradi…

Da quanti punti di vista puoi vedere un angolo?
Che cos’è che lo mette in comune con quello che vedi,
con la tua temperatura,
o con la separazione che ti divide da chi non conosci?
Quanto puoi salire prima che le gambe ti facciano male?
Quanto può essere rigido l’inverno?
O devastante un terremoto?
O l’estensione delle ustioni,
dopo che il sole ti ha bruciato,
o dove sei caduto dopo che lei ti ha lasciato,
quanto sei in basso,
o in alto se vuoi intraprendere una carriera militare,
per voltare pagina,
dato che non stai capendo più nulla,
e tutti questi gradi,
questa unica definizione,
per molte cose diverse,
ti ha fatto diventare scemo…ma per gradi….

Valutazioni…

Pubblicato: 23 giugno 2009 in poesie

Valutazioni…

Quante volte le tue impressioni ti hanno tradito,
confuso,
dicendoti il falso su quello che vedevi?
Quante volte le prime impressioni,
si sono rivelate solo momentanee?
Sbagliate,
è vero che di prima impressione se ne ha una sola,
ma a volte è una sòla,
perché non basta vedere una persona per conoscerla,
le situazioni sono troppe,
e più di una volta possiamo stupirci con piacere,
o rimanere delusi,
le impressioni possono essere dolci illusioni,
o amare sorprese,
lo so che a volte è più forte di noi ,
dare dei giudizi affrettati,
ma a volte è meglio aspettare,
per vedere come va a finire…

Sfide…

Pubblicato: 23 giugno 2009 in poesie

Sfide…

Quante ce ne sono ogni giorno?
Quante ne portiamo a compimento?
Quanti ostacoli abbiamo superato,
quanti ce ne mancano ancora?
Tutta questa rincorsa,
servirà a qualcosa,
forse per i prossimi ostacoli,
le prossime sfide,
qui non si può imbrogliare,
o aggirare gli ostacoli,
bisogna affrontarle le sfide,
a viso aperto,
fosse anche l’ultima nostra azione,
l’ultimo smacco,
prima di deporre le armi,
ma con la consapevolezza,
di esserne usciti vincitori…

Zero…

Pubblicato: 22 giugno 2009 in poesie

Zero…

Un cerchio,
perfetto,
degno di Giotto,
che significa “nulla”,
non si può neanche definire “da solo”,
dato che non esiste,
ma è l’unico numero con il plurale,
anche se non esiste ce ne sono molti,
molti “nulla”,
molte isole inesistenti,
molte illusioni,
scritte solo su carta,
l’unico modo per esistere,
o per regalargli un po’ di sentimenti,
e se ti dicono che sei uno zero,
ricorda che “lo zero” viene prima del primo,
e che sei l’unico numero in compania…


Usa: madre morta, si traveste e incassa la pensione per sei anni Mobile * « PRECEDENTE * Foto 1 di 6 * SUCCESSIVO » {B}Usa: madre morta, si traveste e incassa la pensione per sei anni{/B} E’ una storia vera ma sembra ucita direttamente dalla sceneggiatura del film “Psyco”. La disperazione e la povertà hanno spinto Thomas Parkin, newyorkese di 49 anni, a vestirsi come la madre deceduta sei anni prima. Alla morte di Irene Prusik il figlio dichiarò false generalità anagrafiche riuscendo ad architettare la truffa. Successivamente cominciò ad usare lo stesso trucco, gli stessi vestiti, il bastone e tutto ciò che rendeva riconoscibile la donna. Con un complice, che si fingeva il nipote, è riuscito ad incassare i sussidi statali per una somma pari a 100 mila dollari. Quando Thomas è stato arrestato continuava a ripetere alle autorità di “essere lei”, tale era diventata l’identificazione con la mamma morta *

Quattro ombre…

Pubblicato: 18 giugno 2009 in poesie

Quattro ombre…

Ormai c’è solo la luce artificiale,
le ombre hanno coperto qualsiasi cosa,
lunghe e larghe,
ci hanno confuso,
e io,
che cammino da solo,
dopo una giornata senza ombre,
vedo quattro mie ombre,
Peter pan sarebbe invidiosissimo,
ma quale sarà veramente la mia?
Questo gioco di luci e ombre,
mi divide in quattro parti,
come a volte vorrei essere,
per capire meglio le cose,
e avere una visione d’insieme,
cercando di capire quale sia la mia vera ombra,
quella che mi somiglia di più,
anche se non sembra le differenze ci sono,
ma è molto difficile coglierle,
come è difficile scegliere la strada da seguire,
“seconda stella a destra fino al mattino”,
sperando di raggiungere,
l’isola che non c’è,
giusto per regalare qualche ombra a Peter pan…

Gravità…

Pubblicato: 18 giugno 2009 in poesie

Gravità…

Il peso delle cose,
dipende solo dalla loro massa?
Dalla loro grandezza,
o lasciati cadere avrebbero la stessa velocità?
E se un sasso e una piuma cadessero insieme?
Forse non qui,
non con quest’aria,
che ci inganna,
ci fa vedere il cielo azzurro,
permettendoci di volare,
nuotando in essa,
per farci vincere la gravità,
ma nascondendoci spesso la gravità delle cose,
essendo troppo calda,
o fredda,
distraendoci,
magari cercando di mandarci un messaggio,
che spesso,
troppo spesso,
rimane inascoltato…

Murales…

Pubblicato: 18 giugno 2009 in poesie

Murales…

Fatti in fretta,
di nascosto,
con l’adrenalina in corpo,
tracciando linee,
assecondando la bomboletta,
usandola come guida,
come indice,
come fosse viva,
qualche minuto,
e l’opera è pronta,
incredibile che sia così perfetta,
con il poco tempo a disposizione,
come quello che è nato tra di noi,
con così poco tempo,
come abbiamo saputo pennellare,
la nostra storia,
firmandola con una “tag”,
guardandola fieri,
con la consapevolezza,
che per merito della sua grandezza,
non sarà mai coperta da altri “pezzi”…

Alta marea…

Pubblicato: 17 giugno 2009 in poesie

Alta marea…

Come un sasso legato a un filo di un bambino,
la luna ci gira intorno,
senza poter fuggire,
essere libera solo di girare,
solo in un senso,
influendo,
sulle nostre vite,
a volte spazzandole via,
quando c’è troppa marea,
a volte diventando licantropi,
o semplicemente lunatici,
e in quegli attimi,
cambiare opinione,
perdendo quello a cui teniamo,
senza la possibilità di riprenderlo,
per un capriccio,
che senso ha?
Che senso ha poi dare la colpa alla luna?
Se non può assumersene,
se quel giorno l’acqua è troppo bassa,
e quello dopo non si tocca,
troppo effimere queste decisioni,
questi momenti e giorni persi,
che non torneranno mai,
neanche tra mille anni,
neanche se la luna,
dovesse cadere nel mare…

Pause…

Pubblicato: 16 giugno 2009 in poesie

Pause…

Ogni tanto,
c’è bisogno di sedersi,
di pigiare il pulsante ( || ),
di mettere una virgola,
magari per leccarsi le ferite,
riordinare le idee,
prima di rituffarsi nell’azione,
di riscrivere il testo,
o una parte della nostra vita,
nascondersi in un angolo buio,
che una volta tanto non ci fa paura,
ma ci regala protezione,
da occhi che non ci amano,
che non ci capiscono,
non capiscono quando dobbiamo correre,
o fermarci,
pensando che tutti abbiano lo stesso passo,
o le stesse pause,
che gli inseguimenti siano fatti con gli stessi ritmi,
o che i ricordi siano comuni,
illusi,
ottusi,
non capiscono,
che per vedere le cose dallo stesso punto di vista,
bisogna pigiare,
quel benedetto pulsante…

Identità…

Pubblicato: 15 giugno 2009 in poesie

Identità…

Quante persone ci sono dentro di noi?
O alle nostre spalle,
tutte quelle passate,
o di passaggio,
per fare almeno un pezzo del viaggio,
con noi,
ma di quanti viaggi siamo fatti?
Quanti passi incerti,
confrontandoci con tutti i noi stessi,
sempre in lotta tra di loro,
e con i “se stessi” altrui,
in modo che l’unica cosa chiara,
sia la confusione,
troppe voci,
e richieste dentro di noi,
aspettando solo che l’identità più forte esca fuori,
e che riesca a mettere a posto la nostra vita…

Artificiale…

Pubblicato: 15 giugno 2009 in poesie

Artificiale…

Guardando fuori si percepisce,
l’aria diversa,
che ha ormai poco a vedere con un gas,
è quasi solida,
pesante,
tangibile,
sembra quasi finta,
di plastica,
un materiale si fondamentale,
ma da non respirare,
è diventato tutto artificiale,
sostituibile,
temporaneo,
effimero,
come se si vivesse in un mondo di plastica,
con emozioni da riciclare all’infinito,
riutilizzando sempre gli stessi pensieri,
le stesse parole,
cercando di capire cosa è naturale,
non riuscendoci,
o meglio,
capendo che non c’è più nulla di naturale,
perché siamo in un mondo di plastica…

Risposte…

Pubblicato: 12 giugno 2009 in poesie

Risposte…

Quale ti vuoi far sentir dire?
Quella assoluta,
o quella che ti fa più comodo?
“io ho già risposto”,
“ma io non no chiesto niente”,
“e io non ho risposto niente”,
logica ineccepibile,
ma non sempre condivisa,
a volte le parole non convincono,
non bastano,
anche se fanno almeno parte della verità,
anche se le risposte sono come luce,
ma che acceca,
oltre a illuminare,
senza filtri,
troppa luce senza saperla gestire,
come un fiume di informazione,
senza brevetto di nuoto,
o un concerto rock davanti le casse,
meglio saperle per gradi le cose,
scoprirle da soli magari,
scoprire solo quella parte che ci interessa,
solo le risposte che non fanno troppo male…

Età…

Pubblicato: 12 giugno 2009 in poesie

Età…

Tanti,
troppi,
pochi,
anni sulle spalle,
alle spalle,
ma nonostante tutto non capisco,
“sarà l’età”,
ma nel senso che sono troppi o pochi?
Non lo so,
“sospettato di fingermi,
o troppo vecchio o troppo giovane”
a seconda delle situazioni,
e del mio tornaconto personale,
“quanti anni hai stasera?”
Adesso ne ho capito il senso,
ho capito la differenza tra minuti ed anni,
e nel giro di come in pochi minuti si possa crescere,
o regredire,
di come reagiamo alle cose belle,
o alle tragedie,
il crescere troppo in fretta,
e il tornare indietro,
capendo che la data di nascita,
è solo un numero scritto su un pezzo di carta…

Messaggi…

Pubblicato: 11 giugno 2009 in poesie

Messaggi…

Cosa conterrà la bottiglia?
Acqua?
Marina forse,
ma dentro c’è dell’altro,
una lettera sbiadita,
l’acqua le ha rubato l’inchiostro,
che adesso fa parte dell’ecosistema,
troppo grande per entrare nella bottiglia,
e ne è dovuto uscire,
per far entrare la lettera,
e poi rientrare almeno un po’,
per continuare il viaggio insieme,
facendo il galante,
ma stando scomodo,
e si è vendicato,
togliendo vita alle parole,
diventando l’unico che conosce il messaggio,
cancellandolo anche dalla mente di chi lo ha scritto…