Archivio per luglio, 2009

Perché

Pubblicato: 31 luglio 2009 in poesie

Vorrei fare una volta tanto una piccola premessa:questa che state per leggere è la prima poesia che ho scritto quando avevo 14 anni, quella da cui è iniziato tutto,ci tengo molto e la metto in home page, come post permanente.

perchè

Perché nel mondo ci sono ingiustizie e guerre?

Perché non siamo tutti fratelli e sorelle?

Perché quando i neri morivano facevano festa?

Perché agli ebrei veniva tagliata la testa?

Perché il mondo non è tutto uguale?

Perché non gira per tutti in senso normale?

Perché alcune morti hanno più senso di altre?

Perché il cielo non si dirada è c’è solo una coltre?

Perché esistono i soldati bambino?

Perché non possono avere i genitori vicino?

Perché anche se c’è il sole vedono pioggia?

Perché spesso su di loro la guerra poggia?

Perché esistono droga e inquinamento?

Perché la terra e a metà tra agonia e tormento?

Perché si nasce piangendo e si muore ridendo?

Perché spesso i buoni propositi vengono persi nel vento?

Perché le parole di Dio vengono travisate e sfruttate da chi è potente?

Perché se Dio esiste resta fermo come un deficiente?

E già perché…

Complesso di inferiorità…

Pubblicato: 30 luglio 2009 in poesie

complesso d'inferioritàComplesso di inferiorità…

Lontano,
questo forse è il motivo,
anche se lontano avvengono milioni di morti,
una delle “nostre “morti ci appare,
pesante, grave,
una nostra vita vale milioni delle loro,
e anche qualcosa di più,
come se le loro sensazioni non avessero senso,
la loro morte giustificata,
forse è colpa dell’informazione,
del modo in cui ci “impacchettano” le tragedie,
o è colpa nostra?
Delle nostre piccole bugie,
cattiverie,
menefreghismo?
O un senso di inferiorità davanti alle tragedie,
troppo grandi,
per capire veramente cosa sia successo,
a meno che non si era sul posto,
per viverle…

Nero su bianco…

Pubblicato: 29 luglio 2009 in poesie

Nero su bianco…

Per legare,
fissare,
salvare,
ricordare ancora una volta,
frasi che ormai non leggo neanche più,
dato che conosco già,
anche troppo bene,
ormai quel cartello è sbiadito,
e non indica molto,
solo che c’è un errore di stampa,
che è lo stesso da anni,
dimenticato da tutti,
tranne che dai caratteri,
del colore più scuro,
più in contrasto con la base,
per rendere più evidente,
e non dimenticare mai,
tutto quello scritto nei libri di storia,
per non dimenticare mai i più grandi errori di stampa….

Dolore…

Pubblicato: 28 luglio 2009 in poesie

Dolore…

Quanti limiti riusciamo a superare,
prima di riuscire a capire che sono solo illusioni,
in realtà non esistono limiti,
ma solo limitazioni,
imposte da altri,
ma che non bastano per fermarci,
a meno che non si prova dolore,
molto dolore,
magari dentro,
o magari fisico,
che ha un limite,
molto alto,
ma lo ha,
molti muoiono prima di quel limite,
ma chi lo raggiunge,
dopo non ne prova più,
riesce a sopportare qualsiasi cosa,
fisica o mentale,
perdendo spesso il contatto con la realtà,
perdendo l’unica cosa che lo rende umano..

Sabbia e stelle…

Pubblicato: 27 luglio 2009 in poesie

Sabbia e stelle…

La spiaggia è infinita,
un deserto,
sconfinato,
come se entrasse anche dentro di me,
cercando qualcosa nella sabbia,
forse la luce delle stelle?
L’unica cosa in comune è la quantità,
conto e riconto i granelli,
ma il risultato è sempre diverso,
e devo ricominciare,
come quando provo a contare le stelle,
è impossibile contarle tutte,
di granello in granello,
di luce in luce,
come quando compaiono le lettere sullo schermo,
senza guardare la tastiera,
senza contarle,
troppe lettere,
le dita vanno da sole,
è molto più facile che contare le stelle,
dato che sono sempre troppo lontane…

Acqua sporca…

Pubblicato: 24 luglio 2009 in poesie

Acqua sporca…

In tutti i momenti,
in cui arriva da lontano,
senza farsi vedere,
viaggiando nascosta,
sotto metri di terra,
per poi esplodere,
l’uomo-semaforo non la fermerà,
starà a guardare mentre si sporca,
non capendo,
sentendo un cattivo odore,
poi capendo,
ma troppo tardi,
ormai è stato invaso,
mente e corpo non rispondono più,
ormai sono proprietà del buio…


Arrestata in fragranza di reato perché colpevole per l’obesità del figlio.
E’ quello che è successo a Jerri Gray, 49 anni, del South Carolina. La donna sostiene di averle tentate tutte per far perdere peso ad Alexander, il figlio di 14 anni.

Ma il giudice, che si è trovato di fronte 225 chili di adolescente, non ha condiviso le parole della madre. Così ha fissato una cauzione di 50 mila dollari, ma grazie alla vendita della storia a qualche media, la donna ha pagato ed è stata liberata. Il figlio è ora sotto la tutela dei servizi sociali.

Jerri non è un caso isolato. Negli USA molti altri Stati hanno portato alla sbarra i genitori di figli sovrappeso. La California, il New Mexico, New York, la Pennsylvania, il Texas ed ora anche la Carolina. Anche se solo in California ed in Indiana la negligenza genitoriale è stata definita “reato”, sembra che l’America si stia orientando anche verso l’incriminazione, intesa come ultima spiaggia, per combattere il fenomeno preoccupante dell’obesità infantile.

I numeri sono inquietanti: bambini con un’età tra i 2 e i 5 anni, il 17% è obeso. Si arriva a circa il 52% tra i ragazzi di 16-19 anni.

Secondo il Wall Street Journal, la risposta all’obesità non ha ancora una strategia condivisa. Su 50 Stati, solo 20 obbligano le scuole allo screening di rilevazione dell’indice di massa corporea (Bmi).

Anche se gli esperti sono critici nei confronti delle iniziative legali intraprese contro i genitori, altri non esitano a sostenere il contrario. E’ il caso di un famoso esperto e proprietario di numerosi centri benessere che dichiara: “L’obesità infantile è un abuso sui minori. Se a tuo figlio dai una droga, finisci davanti al giudice. Se lo uccidi con il cibo, perché no?”

Ferite…

Pubblicato: 22 luglio 2009 in poesie

Ferite…

Inferte dal vento,
e dall’acqua,
fatte di terra smossa,
o di pelle rialzata,
magari per un secca improvvisa,
o un coltello affilato,
una forte mareggiata,
o un brutta caduta,
quanta differenza c’è?
Dipende solo dal mezzo,
dal tempo,
o da chi subisce il danno?
Non so,
ma sono entrambi ferite,
entrambi lembi mancanti,
entrambi detrazioni,
di un passato più bello,
sostituito,
da una vistosa cicatrice…

Anima…

Pubblicato: 22 luglio 2009 in poesie

Anima…

Chissà se veramente ha un peso specifico,
di 21 grammi,
o sono solo credenze popolari,
se molte persone,
dopo essere scesi a dei patti,
sono un po’ più leggere,
21 grammi netti,
l’anima è passata di proprietà,
sta già scontando le colpe,
prima del corpo,
prima di noi,
quelle persone che non hanno più l’anima non capiscono,
troppe cose,
troppi momenti,
perse,
persi,
solo cambiando gli occhi,
lo specchio dell’anima,
potranno ricominciare a capire,
capire quello che hanno perso,
in cambio di un minuto di gloria…

Sipario…

Pubblicato: 21 luglio 2009 in poesie

Sipario…

Si abbassa,
come una ghigliottina,
facendo tornare la realtà sul palco,
uccidendo la fantasia,
ma rendendola immortale,
è il momento degli autografi,
dei complimenti,
di saluti dati a mezza bocca,
di macchine che vanno di nuovo via,
di fiori nei camerini che appassiranno lì,
come se la fantasia fosse penetrata nella realtà,
ma non riuscisse a sopravviverci,
come sei il sipario non si fosse chiuso bene,
e la fantasia è libera di girovagare,
rimanendo delusissima dalla dura realtà,
dai giorni sempre uguali,
dal traffico,
dalle file alla posta,
per poi ricredersi,
quando si imbatte in storie incredibili,
vedendo che sono molto più strane di lei,
rimanendone angosciata,
e decidendo di tornare sul palco,
chiudere bene il sipario,
e restare su quelle tavole per sempre…

Titoli di coda…

Pubblicato: 21 luglio 2009 in poesie

Titoli di coda…

E mentre scorrono i nomi degli artisti,
la gente si alza,
indifferente,
lo schermo serve solo per emettere luce,
fioca,
per aiutare la gente a uscire,
in fretta,
con la fretta di questi tempi che ci accompagnano,
ci guidano,
non in strade sicure,
ma spesso buie,
dove potremmo trovare il nostro mostro personale,
o il nostro cinema personale,
da vedere al buio più completo,
in quell’angolo lontano,
dalla mente,
in quel film che viviamo ogni giorno,
e che rivediamo ogni notte,
mentre dormiamo,
ma inserendo molti effetti speciali,
per essere protagonisti per la seconda volta…

L’ultimo spettacolo…

Pubblicato: 21 luglio 2009 in poesie

L’ultimo spettacolo…

Gli spettatori vanno via,
si puliscono i pop corn,
o li mangeranno i topi,
con quella malinconia dentro,
che si ha a fine giornata,
o per quello che non si è,
atteggiandosi a gran teatro,
ma essendo un cinema di periferia,
non c’è nessuno che fa autografi,
ma solo inservienti maleducati,
che giustamente ti indicano l’uscita in fretta,
da l’uscita secondaria,
di questa vita così strana,
così al margine,
così in periferia,
vedendo l’ultimo spettacolo,
l’ultimo giorno,
il secondo prima dei titoli di coda,
del film che è stata la nostra vita…

Incongruenze…

Pubblicato: 21 luglio 2009 in poesie

Incongruenze…

Se quel cerchio non tocca tutti i dati del rettangolo,
ci sarà un motivo,
evidentemente sono diversi,
come me e te,
sempre a rincorrerci,
per stancarci quando ci raggiungiamo,
e il vento nasconde il tuo volto,
senza il bisogno di coprirlo con i capelli,
quindi non ti riconosco,
il vento mi confonde,
e non riesco più a essere congruente,
stabile,
un cerchio mi sembra un cubo,
che è quello in cui sono rinchiuso,
la mia personale gabbia,
in cui l’unica cosa che capisco,
e che il vento è troppo forte,
mi allontana da te,
e non ti raggiungerò mai…

Rugiada…

Pubblicato: 18 luglio 2009 in poesie

Rugiada…

Ogni mattina d’estate,
si risvegliano,
con un po’ di lacrime sul corpo,
troppe lacrime,
non sono mai state così tante,
e la colpa è dell’aria,
che abbiamo fatto diventare troppo pesante,
e quindi precipita,
e riempie di lacrime fiori e foglie,
facendoli affogare nelle lacrime,
non riuscendo a lavare i peccati,
o a far dimenticare la pioggia,
o la sensazione di soffocamento che gli è legata,
ma se farà un po’ più freddo,
le lacrime non riusciranno più a essere liquide,
si trasformeranno,
le potremo toccare senza romperle,
senza farle evaporare,
per assistere così,
a un pianto eterno…

Risvegli…

Pubblicato: 16 luglio 2009 in poesie

Risvegli…

Ogni giorno,
dopo ogni passo,
cercando di capire come è stato quello precedente,
quanto è lontano,
se il risveglio ha avuto senso,
o se era meglio rimanere distesi,
e non con i nervi tesi,
con gli occhi non più chiusi,
e con i molti dubbi lasciati aperti,
con i sogni ancora nei cassetti,
socchiusi,
sperando che non fuggano da lì,
togliendo senso al nostro risveglio,
allora chiudiamo il cassetto,
e spiamo i sogni dal buco della serratura,
sperando di vedere…non si sa bene cosa,
sembra assurdo,
ma non conosciamo una cosa partorita dalla nostra mente,
e con il cassetto chiuso non ci rimane niente,
solo una speranza,
che un giorno quel cassetto si apra,
e ci renda finalmente svegli e felici…


Pensionato di Pordenone spara al PC: andava troppo spesso in crash Un pensionato di Pordenone spara al PC. Era esasperato dai troppi crash e malfunzionamenti del sistema operativo. a cura della Redazione Ricerca una notizia Cerca News Stampa news: ‘Pensionato di Pordenone spara al PC: andava troppo spesso in crash’ Consiglia ad un amico la news: ‘Pensionato di Pordenone spara al PC: andava troppo spesso in crash’ Fate una prova. Vi porta via solo pochi minuti. Andate su YouTube e inserite nel campo di ricerca le parole «stress» e «work». Il portale vi rimanda una serie di risultati con video in cui si mostra cosa può generare nelle persone l’esasperazione di trovarsi a lavorare con un PC che non funziona bene, che gira troppo lento o che subisce continui crash di sistema. In questo video c’è un uomo che sta lavorando in un ufficio e che, come si dice in gergo, “sbrocca” e distrugge il personal computer. L’uomo appare completamente uscito di senno: si alza, prende a pugni il monitor e la tastiera e scaraventa quest’ultima contro lo schermo facendolo cadere in terra. Peggio di lui ha fatto un pensionato di 68 anni residente a Cavasso Nuovo, in provincia di Pordenone, che ha preso la sua pistola, una vecchia calibro 22 regolarmente registrata, e ha sparato cinque colpi contro il proprio personal computer, colpevole di andare troppo spesso in crash. I parenti dell’uomo, spaventati dal rumore della pistola e dalle urla del “killer”, hanno chiamato i carabinieri, che, giunti sul luogo del “delitto”, hanno portato il pensionato in caserma, dove l’uomo ha spiegato di essere arrivato a quel gesto perché esasperato dall’ennesimo malfunzionamento del proprio PC. L’uomo è tornato subito libero, anche perché in possesso di regolare permesso per il porto d’armi, ma i carabinieri hanno comunque deciso di procedere con il sequestro temporaneo della calibro ammazza-PC.

Istruzioni…

Pubblicato: 14 luglio 2009 in poesie

Istruzioni…

Non sempre è facile capire chi si ha davanti,
soprattutto se è figlio di un’altra cultura,
di un’altra terra,
di altri tempi,
altri giorni lontani,
a volte servirebbe il libretto di istruzioni,
solo una cosa è universale,
il sorriso,
è uguale in ogni lingua del mondo,
in ogni tempo,
in ogni secondo,
come l’altra faccia della medaglia,
come il silenzio,
e mentre cerchi di capire che suono ha,
sappi che ha lo stesso suono in tutto l’universo,
e le uniche istruzioni che ti serviranno questa volta,
saranno le tue…

Provvisorio…

Pubblicato: 13 luglio 2009 in poesie

Provvisorio…

Quanti momenti sono passati,
da quando hai detto “ è solo per poco”?
troppi,
infiniti,
e torni sempre lì,
pentendoti,
maledicendoti,
dicendoti,
“è l’ultima volta”,
ma sai che ti stai mentendo,
senza motivo,
dato che è risaputo che è tutto provvisorio,
anche se dura anni,
anche se dura tutta una vita,
è una briciola nel tempo,
in confronto all’infinito,
anche se quella strada sembra infinta,
e perché hai gli occhi troppo piccoli,
e sei troppo in basso,
troppo provvisorio,
per riuscire a capire veramente,
in significato di “definitivo”…


Sesso sul pattino, bagnino licenziato di Marino Smiderle  Venezia Che ci fa quel pattino di salvataggio così lontano dalla riva? Avesse potuto sentire gli uomini della Guardia costiera in servizio sul litorale di Eraclea (Venezia), il giovane bagnino titolare dell’imbarcazione sarebbe stato tentato di rispondere in maniera sbrigativa: «Fatevi gli affari vostri, mannaggia a voi». Sì, perché lui un salvataggio lo stava effettivamente facendo, ma non nel senso in cui pensavano, preoccupati, gli agenti aggrappati disperatamente al binocolo. Lui stava salvando l’onore, un po’ scalfito in verità, del maschio italico. E la testimonianza del successo della sua missione la potrebbe dare la giovane turista con cui il veneziano stava facendo appassionatamente l’amore, con il discreto aiuto delle onde. Ecco, per la verità, non è esattamente questa la concezione di salvataggio che sta scritta nelle clausole contrattuali del lavoro di bagnino. Ed infatti al malcapitato, si fa ovviamente per dire, è stata contestata la grave violazione di abbandono di servizio, con annessa contravvenzione e licenziamento in tronco da parte del titolare dell’impresa. A rivelare l’episodio, risalente al 1° luglio scorso, è stato il Gazzettino, che ha provveduto anche a riportare le giustificazioni del bagnino: «È vero, ero lontano dalla riva, ma da quella posizione si riesce a controllare meglio la situazione». Su questo non ha avuto dubbi nemmeno la fortunata turista, che ha convinto l’integerrimo custode della sicurezza dei bagnanti di quel tratto di spiaggia di Eraclea a verificare il nuovo codice di comportamento. L’imbarcazione si è così spinta a 500 metri dalla riva, troppo lontana, secondo l’accusa, per poter svolgere l’eventuale servizio di salvataggio. Forse a causa di questa placida lontananza, i due giovanotti si sono un po’, come dire, lasciati andare a calde effusioni. Talmente calde da non accorgersi del rumore della lancia della Capitaneria di porto che stava arrivando per verificare se il bagnino avesse bisogno di aiuto. Figurarsi, il virile e muscoloso veneziano se la stava cavando benissimo da solo, e pare che la… salvata non abbia avuto di che lamentarsi. E pure quelli della Guardia costiera, anche se non lo ammetteranno mai, avrebbero preferito fare i complimenti a questo bagnino d’altri tempi e alla di lui passionale compagna. Invece il dovere è dovere, e così è scattata la contravvenzione. Finita qua? Macché. La Guardia costiera, evidentemente, ma ingiustamente, sentitasi presa in giro dalla fuga di notizie boccaccesche, ha ritenuto opportuno diffondere una nota. L’unica autorizzata a diffondere ulteriori particolari al riguardo, va da sé, è la turista. «L’unità impegnata nella ricognizione – prosegue la nota – ha elevato una sanzione amministrativa a carico di un assistente bagnanti che, durante il servizio, si allontanava dalla postazione a lui assegnata oltre le boe dei 500 metri non per una operazione di salvataggio. Le restanti notizie apparse sulla stampa sono destituite di ogni fondamento e non riguardano aspetti che hanno formato l’oggetto del controllo». Il giovane assistente bagnanti, come lo ha definito la Guardia costiera, dovrà trovarsi un altro lavoro. La giovane turista, invece, pare abbia manifestato l’intenzione di rivederlo, possibilmente sulla terraferma.


Studentessa picchia rapinatore

Milano,calci e pugni e lo mette in fuga

Una reazione improvvisa e inaspettata ha messo in fuga un rapinatore. Protagonista del gesto una studentessa che si è difesa a calci, pugni e grida mentre rincasava ed è stata minacciata da un giovane con un coltello. L’aggressore è fuggito e poi è stato rintracciato ed arrestato dai carabinieri pco distante dal luogo dell’agguato, a Cornaredo, nel Milanese.

Il malvivente l’ha spintonata verso l’uscio con l’intenzione di rapinarla. La giovane ha vissuto attimi di terrore, ha pensato che il ragazzo potesse non accontentarsi di soldi e gioielli ma si è fatta coraggio, ha iniziato ad urlare e a colpirlo con calci e pugni fino a quando l’aggressore, disorientato, si è dato alla fuga. La descrizione fornita dalla ragazza ai carabinieri di Cornaredo ha indirizzato i militari verso una loro ‘vecchia conoscenza’: in casa dell’uomo hanno trovato il coltello a serramanico utilizzato per minacciare la vittima, gli indumenti indossati ed anche un fucile da caccia calibro 20 illegalmente detenuto. E sono scattate le manette.