Archivio per settembre, 2010

Mirare…

Pubblicato: 29 settembre 2010 in poesie

Mirare…

…puntare,

fuoco?

No, non serve,

il dito basta e avanza,

basta puntare,

e bearsi delle conseguenze,

saranno gli altri a sparare a zero,

come è più che in guerra,

ma appena il dito ci viene rivolto contro,

ci si accorge che ogni difesa è inutile,

e che schivare parole di piombo è impossibile,

puntare quello specchio,

è stato un errore madornale,

scuse,

ritrattamenti,

non servono a nulla,

essere caduti nella nostra ragnatela,

anche se la conosciamo,

non la renderà affatto più dolce…

allenamento…

Pubblicato: 22 settembre 2010 in poesie

Allenamento…

Quel sudore,

quelle ore,

sotto sforzo,

a cosa servono?

Se poi ho solo questa forza,

con cui non posso accarezzare,

ho solo questa memoria,

con cui non posso dimenticare,

solo due occhi,

con cui guardare,

senza agire,

a cosa servono?

A cosa è servita tutta quella fatica,

se poi si cerca la morte,

magari in macchina,

magari giovanissimi,

mentre chi ha ormai molta vita alle spalle,

la tiene il più stretto possibile?

Disposti anche a uccidere,

per un’altra settimana sulla terra,

forse perché sono più allenati a vivere,

e non sono spaventati,

nonostante tutto,

da quello che riserva il domani,

anche fosse l’ultimo…

Vendette…

Pubblicato: 19 settembre 2010 in poesie

Vendette…

Ogni guerra,

ogni sofferenza,

hanno un senso solo se glielo diamo,

solo se forniamo un motivo alla violenza,

di esplodere,

oltre passione e ragione,

non riuscendo a raggiungerla,

in ginocchio non è facile,

a un certo punto veniamo alzati,

da una croce,

con dei fili sottili,

ma indistruttibili,

retti dalla vendetta,

o da noi?

Forse perché quando soffriamo,

molto,

la vita va avanti lo stesso,

senza pietà,

senza lasciarci il tempo per pensare,

rimanendo indietro,

soli,

con il nostro lutto,

in ginocchio,

sperando che arrivi un aiuto,

ma dalla parte sbagliata…

Fuori strada…

Pubblicato: 17 settembre 2010 in poesie

Fuori strada…

Forse non è sempre vero,

forse la carreggiata non è la sicurezza assoluta,

forse hanno ragione le formiche,

le volpi,

e l’erba alta,

non sempre la strada più veloce è la migliore,

a volte è troppo veloce,

e la scorciatoia è solo una distrazione,

un cambio di paesaggio,

un volersi sentire formica,

selvaggio,

un modo per trovare nuove strade,

imbattute,

magari per andare a cercare chi non può più giocare,

perché ha sfidato troppo la carreggiata,

senza pensare alle conseguenze,

fregandosene delle lacrime,

andando a cercare troppo sotto,

vedendo che sotto l’erba,

non c’era quello che si cercava,

ma solo un ricordo amaro,

qualche fiore,

che solo per un altro volere,

non si è contribuito,

a concimare…

Anacronistico…

Pubblicato: 14 settembre 2010 in poesie

Anacronistico…

In quale tempo vuoi vivere?

Quello dei satelliti artificiali,

quello dei bambini che lottano per un pezzo di pane,

contro gli adulti…

preferisci un iphone,

o un villaggio sperduto senza acqua potabile?

La scelta è ovvia,

non puoi vivere in un mondo dove ci sono almeno,

CINQUANTA,

guerre al giorno,

o dove una fragile vecchina porta sulla testa un sacco con dentro 50 chili di nulla,

chi ha ragione?

Chi è “fuori tempo massimo”?

Non lo so forse non conosco abbastanza l’uomo,

o forse lo conosco troppo,

ed avrei paura della risposta,

che potrebbe essere,

la colpa è della vostra indifferenza…

E…

Pubblicato: 10 settembre 2010 in poesie

E…

Con cosa ti vuoi congiungere,
con la vita,
con l’amore?
Pensaci bene,
difficilmente potrai tornare sui tuoi passi,
dato che dovrai farlo senza voltarti,
combaciando i piedi,
le orme,
speronando il bordo dell’impronta,
mentre crolla,
mentre si cancella,
insieme al passato,
insieme alla “E”,
a quella congiunzione,
sparita,
persa,
come te stesso,
che forse hai pensato,
ad un viaggio,
da cui non volevi tornare,
ed hai distrutto tu stesso il ponte fatto di “&”…

Non so insegnare…

Pubblicato: 8 settembre 2010 in poesie

Non so insegnare…

L’acqua scotta troppo,
libero un po’ di quella fredda,
ma è inutile,
ci vorrebbe il miscelatore,
ma gli impianti sono troppo vecchi,
come tutte le cose che ho imparato,
e non sono servite,
forse troppo veloci,
superficiali,
ma con l’esperienza le ho imparate,
e sono “velocissimo”,
ma non so insegnare,
non so riempire altre coscienze,
ne acqua fredda ne calda,
forse per il metodo,
forse per la responsabilità,
ma non riesco a trasmettere,
come fosse rotta l’antenna,
perennemente off line,
perennemente con l’illusione,
di aver imparato qualcosa…