Archivio per ottobre, 2010

Tradizioni…

Pubblicato: 20 ottobre 2010 in poesie

Tradizioni…

In tutto quel tempo,

in cui si chiede solamente,

senza poter dare,

se non qualche sentimento,

avanzato,

da altre situazioni,

forse è per il troppo amore,

che spesso si regalano emozioni,

feste,

per cui si ripetono sempre le stesse tradizioni,

momenti,

sempre uguali,

fatti in questo modo,

per regalarci un po’ di sicurezza,

effimera,

costruita,

granello per granello,

che  rende effimero il tronco,

ma molto profonde le radici,

che ci ricordano sempre da dove siamo partiti,

e chi ci vuole bene veramente…

Macchie di Rorschach…

Pubblicato: 15 ottobre 2010 in poesie

 

Macchie di Rorschach…

 

156 macchie di seguito,

e ne tu ne lo psichiatra avete ancora capito nulla,

sarà tua o sua la colpa?

In fondo è il suo lavoro,

ma nessuno ti conosce meglio di te stesso,

ma comprensibilmente a questo punto,

ti senti come dopo otto ore di computer,

dopo aver visto unicorni,

vacche,

bacche,

pipistrelli,

e un sacco di farfalle,

almeno cento,

in tv avresti pagato di meno,

ma nessuno avrebbe annotato o commentato,

quello che dicevi,

non che sia una grande perdita,

ma almeno sapere se ti serve una camicia di forza,

che è l’ultima cosa che hai visto sulle macchie,

sempre meglio di quelle che sono nel tuo cervello,

come faccio a sapere tutto questo?

E secondo te chi è lo psichiatra?

Di cosa ho bisogno…

Pubblicato: 15 ottobre 2010 in poesie

E’ quello il suono,

proprio quello,

di quel passato,

vorresti evitarlo quel suono,

hai bisogno di piangere,

ma non puoi,

hai promesso a te stesso,

che nulla ti avrebbe toccato,

che non ti saresti illuso,

ma quel suono,

quel nome,

che sembra avere chiunque conosci,

che ogni volta ti pugnala,

senza volerti fare del male,

ma sei tu che arroti quella lama,

ogni giorno,

senza poterti sfogare,

perché lo hai promesso,

perché non potresti capire,

nessuno potrebbe,

ma è vietato,

che uomo saresti?

Uno che non mantiene neanche le proprie promesse,

un bugiardo,

ma pensandoci bene non c’è problema,

dato che le lacrime,

le hai finite tanto tempo fa…

Balbuziente…

Pubblicato: 14 ottobre 2010 in poesie

 

 

Balbuziente…

Sarà l’indecisione,

la paura,

o quel dubbio che abbiamo tutti,

chi più chi meno,

sul perché siamo qui,

a fare quello che facciamo,

bene,

male,

male,

male,

la cosa che riesce meglio,

ma con delle riserve,

troppo incerti,

per mentire,

in scioltezza,

un po’ a tutti,

noi compresi,

ma con la riserva,

la possibilità,

di capirle,

perché sono dette titubando,

ingannando anche la parte che voleva mentire,

il cane che vuole saziarsi della sua coda,

mentre balbetta…

Porta fortuna…

Pubblicato: 6 ottobre 2010 in poesie

Un paio di canzoni e sono a casa,

la radio non mi fa molta compagnia,

ma il viaggio è breve,

confuso,

e un “me stesso” anziano mi si para davanti,

inchiodo,

attraversandolo,

esce dal cofano,

scendo,

vedo più avanti una donna sdraiata,

a terra per un malore,

la soccorro,

una mano calda sulla spalla,

“non avresti potuto vivere con questo rimorso”,

sorride,

svanisce,

e mentre corro in ospedale,

mi accorgo che spesso ,

l’unico che mi capisce sono io,

e anche l’unico che può credermi,

e che la fortuna,

la costruiamo con le nostre mani…

Non capisco…

Pubblicato: 4 ottobre 2010 in poesie

L’unica risposta universale,

e anche la più facile,

per nascondersi dietro alle parole,

alzando le mani,

arrendendosi alle parole,

magari del telegiornale,

pensando che il fatto di essere ignoranti,

li esima,

dall’essere attivi,

da poter essere passivi,

alle immagini,

alle parole,

ai forti suoni,

anche se quel suono è molto vicino,

lo si percepisce,

senza capirlo,

con le mani in alto,

ma mentre si da il calcio col piede…

Quello che è cambiato….

Pubblicato: 1 ottobre 2010 in poesie

Quello che è cambiato….

Non lo so ,

e non posso saperlo,

non puoi capire se una cosa cambia,

vivendola,

ma solo farti trasportare da essa,

opponendo meno resistenza possibile,

come dentro a un uragano,

lapidario,

che cambia di secondo in secondo,

stretto come un sudario,

una seconda pelle,

mai uguale a se stessa,

che ti shakera,

shakera ogni tuo più piccolo atomo,

cambiando,

ma rimanendo uguale,

confondendo,

cambiando anche quel poco di fiducia,

che avevamo in noi stessi…