Archivio per novembre, 2010

Orari…

Pubblicato: 24 novembre 2010 in poesie

 

 

Orari…

In quel tempo,

in quel tepore,

pro tempore,

mentre cerchi di ricordarti dove sei,

e chi sei,

e ti svegli a fatica,

da troppo tempo ti rigiri in quel letto,

senza poterti mai svegliare,

il torpore e magnifico,

finché non ti accorgi che è tardi,

anche per difendere te stesso,

cercando di capire che ore sono,

che giorno è,

è sempre la stessa ora,

in qualsiasi parte del mondo,

quella che ti fa più comodo,

basta chiedere,

basta illudere,

per pulirsi la coscienza,

la coscienza di far finta di non sapere,

che ormai è troppo tardi…

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L’ultimo minuto…

Pubblicato: 23 novembre 2010 in poesie

 

 

L’ultimo minuto…

 

Dentro,

fuori,

dentro,

fuori,

è solo aria,

mista ad emozione,

perché tra un po’…

… la vita mi farà l’ennesimo regalo,

ancora una volta,

forse l’attesa lo renderà più   bello,

forse,

questo ultimo minuto,

mi aiuterà,

a ricordare,

tutte le altre volte,

le altre parole,

che ci hanno diviso & unito,

in tutto quel tempo,

in tutti quei minuti,

sia primi,

che ultimi,

sia intensi che dolci,

sia fuoco che acqua,

sia antichi che nuovi,

in tutte quelle attese,

fatte solo di tempo,

quello che mi divide da te,

ancora per poco,

mentre respiro ancora,

mentre,

cerco di trattenere le mi emozioni,

Dentro,

fuori,

dentro,

fuori

 

Un altro giro…

Pubblicato: 22 novembre 2010 in poesie

 

Un altro giro…

Il bicchiere scotta un po’,

anche se è di plastica,

e la paletta si prepara a ustionarsi,

sporcarsi,

solo per un mio fugace piacere,

neanche troppo intenso,

e parte il primo giro,

con poca convinzione,

che mescola anche il passato,

che non è fatto solo di zucchero,

c’è anche molto amaro,

il secondo giro,

è come il mondo,

grande e antiorario,

o il contrario,

a seconda dei punti di vista,

e delle necessità,

con un po’ del sangue versato,

che si mescola al terzo giro,

insieme a tutte le domande che porta,

che sicuramente non troveranno risposta,

nemmeno mentre berrò il caffé…

Inedito…

Pubblicato: 20 novembre 2010 in poesie

Inedito…

Tutte quelle parole,

immagini,

suoni,

perfette,

incontaminate,

ma questa campana,

non si ergerà mai, per suonare,

troppo fragile,

forse è vero,

ma che senso ha rimanere lì?

Al riparo si da sguardi indiscreti,

ma anche dall’amore,

che senso ha scrivere un capolavoro,

se nessuno può leggerlo?

Forse metterlo da parte per la vecchiaia,

ma se poi sopraggiunge troppo in fretta?

Portando con se,

tante,

troppe cose,

nessuna delle quali chiare,

manifeste,

edite,

destinate a scomparire,

senza neanche vedere luce…

Soffridere…

Pubblicato: 16 novembre 2010 in poesie

Soffridere…

In quale epoca sei finito?

Amore,

odio,

luce,

buio,

profondo,

solo in questa puoi capirne tutti i significati,

passati,

contemporanei,

intuendo il futuro,

invadendo il presente,

invano,

con questi assalti,

che rendono l’umore altalenante,

soffri o piangi?

Entrambi…

Strana epoca,

strani sentimenti,

forse perché ti sei fidato del mondo,

tante,

troppe

volte

Cornici…

Pubblicato: 13 novembre 2010 in poesie

 

Cornici…

 

In tutte quello foto scattate,

veloci,

centometriste,

troppo veloci per essere ingabbiate,

i quelle cornici,

magari un po’  kitsch,

soprattutto se sono foto di persone,

che oggi ci sono,

forse anche domani,

per poi fuggire chissà dove,

insieme a quella foto,

dato che non si riesce  a intrappolare anche lei,

fa troppo male,

diventa violenta,

per gli occhi,

gli stessi occhi che hanno messo a fuoco,

e fatto fuoco,

per dare il via quella foto …

 

 

Flusso di coscienza…

Pubblicato: 11 novembre 2010 in poesie

Flusso di coscienza…

A volte le onde non bastano,

e neanche le barche che le solcano,

a volte serve la tecnologia dell’anima,

serve un qualcosa ancora da inventare,

per fare parte della corrente sottomarina,

ma che dia la possibilità di evitare la memoria,

dato che nulla colpisce duro quanto lei,

ma il timone non è abbastanza sensibile,

o le gambe abbastanza veloci,

in genere se un osso si rompe,

una ferita si cicatrizza,

quella parte rigenerata,

diventa quattro volte più resistente,

ma con l’anima non funziona così,

diventa più sottile,

fragile,

anche perché noi la stuzzichiamo ogni giorno,

ogni secondo,

incendiamo la benzina,

piromani che non siamo altro,

sapendo che è sbagliato,

magari con la voglia di essere fermati,

come un serial killer,

che lascia milioni di indizi,

ma sapendo che questo flusso di coscienza,

non riuscirà mai a spegnere quella benzina…